Ha i nomi dei grandi vini doc italiani, ma è il tesoro del calcio scommesse italiano. La procura di Cremona, forse, ha trovato il malloppo. Nascosti in un istituto di credito svizzero, celati dietro fiduciarie di Panama, ci sarebbero i conti correnti cifrati dietro i quali in questi anni gli uomini di Singapore avrebbero fatto transitare il denaro che gli Zingari e i gruppi di scommettitori (in particolare i bolognesi che facevano capo a Beppe Signori) usavano per corrompere i calciatori italiani. I conti sono criptati e portano i nomi di vini: il Cannonau, per esempio, che non è un cannoniere sardo ma un rosso.
Il vero nocciolo del problema rimane dunque in Svizzzera. Dove è in corso un’indagine a carico di Signori per riciclaggio. Non a caso la prima segnalazione a Cremona arriva proprio da Lugano dove una banca denuncia come “operazione sospetta” il trasferimento “di ingenti somme di denaro, attraverso un conto corrente riferibile alla società Clever Owerseas sa”. Società che, attraverso una fiduciaria, secondo gli investigatori era riconducibile proprio a Signori e Sartor. “La Clever risulta di fatto amministrata dalla Società Fiduciaria Pieffeci professional consulting sas costituita dal commercialista Ragone e dallo stesso Sartor, ma risulta traccia che anche Signori si sia recato a Lugano per l’apertura della società”.
Sul conto in questione – dicono dalla Svizzera – vengono fatti due versamenti: uno di 289mila euro, il 2 novembre 2010, e l’altro di 343mila euro il primo marzo 2011. Entrambi i bonifici provengono da un deposito di Singapore. Nella settimana successiva sul conto intestato alla Clever, si legge nelle carte della procura di Cremona che “la metà di quanto versato veniva prelevato allo sportello della Banca Euromobiliare. In seguito, venivano effettuate svariate operazioni a favore di conti cifrati riconducibili a Signori, all’ex giocatore Sartor e al suo commercialista Daniele Ragone. In almeno due casi, Signori riceveva 50mila euro e, in uno di questi, rigirava 20mila euro su un conto del terzo socio, Luca Burini”, dipendente di una società di autoricambi di Forlì. Questa della Clever sarebbe soltanto una delle storie dei conti criptati in Svizzera che potrebbero dare un retrogusto, un po’ troppo acido, al calcio italiano.
Repubblica.it – M.Mensurati e G.Foschini