Corriere dello Sport (C. Zucchelli) – Contro la Juve non ci sarà per squalifica e questa, per lui e per la Roma, è una brutta notizia. Alexis Saelemaekers è una pedina preziosissima nello scacchiere tattico giallorosso e contro i bianconeri avrebbe con ogni probabilità giocato dal primo minuto: Celik tra i tre dietro, il belga a destra a tutta fascia. Se ne riparlerà al derby ma il campo non è, al momento, l’unica cosa da rimandare. C’è anche il futuro da mettere nero su bianco. Partendo da una premessa: Saelemaekers a Roma sta bene, si sussurra che, come a Bologna, abbia comprato casa, un po’ per investimento e un po’ perché gli piacerebbe restare. Il suo cartellino è di proprietà del Milan che, come la Roma, non ha certezze sulla guida tecnica del prossimo anno. E questo conta tanto, tantissimo. Ci sono poi vari club alla finestra, pronti a monitorare la situazione ed eventualmente approfittarne: in Italia la Fiorentina, poi squadre di Premier e Bundesliga dove il suo agente, lo stesso di Calhanoglu, ha ottimi rapporti.

La priorità per Alexis, 26 anni a giugno e quindi nel pieno della maturità calcistica, è restare alla Roma. Un club dove si è sentito importante fin da subito e dove, finora, ha collezionato 26 presenze con 6 gol e 5 assist. La continuità di quest’anno, mai avuta in carriera, gli ha permesso di riprendersi la nazionale belga ed è per questo che il suo agente nelle scorse settimane ha già incontrato Ghisolfi. La riunione è servita a poco perché i fattori in ballo sono troppi, ma la volontà sarebbe quella di proseguire insieme. Tutto dipenderà dai nuovi allenatori (Roma e Milan) e anche da quello che la società rossonera vorrà fare con Tammy Abraham. Se a Milano rispettassero la stretta di mano della scorsa estate, Alexis resterebbe certamente a Trigoria. O a titolo definitivo (per meno di 10 milioni, circa 7 più bonus) oppure di nuovo in prestito ma, stavolta, con obbligo legato alle partite giocate.

Viceversa, se il Milan decidesse di alzare il prezzo del cartellino vista l’annata del ragazzo e anche le offerte sul tavolo, la Roma farebbe un ragionamento diverso. In ogni caso la storia si è ribaltata: quando è stato deciso lo scambio di prestiti con Abraham era l’inglese il pezzo forte della trattativa. Neppure sette mesi dopo tutto si è capovolto, anche se i gol di coppa dell’inglese lasciano aperta più di qualche possibilità. Infine va valutato il fattore stipendio: Abraham prende oltre 4 milioni, Saelemaekers poco più della metà. Altro motivo per cui, in Italia e all’estero, il suo ingaggio fa gola a molti. Nelle prossime settimane si capirà di più ma la buona notizia per la Roma è che per ora il belga non ha ascoltato seriamente altre offerte e aspetta di comunicazioni concrete da Trigoria. Se poi la squadra riuscisse nell’impresa di qualificarsi alla prossima Champions allora anche il riscatto da parte dei Friedkin sarebbe più semplice.