Nella Roma tornata a sorridere, rovesciando l’altalena della delusione di Lecce nella gioia di un 3-1 all’Udinese, in copertina restano stampati i volti di Osvaldo e Totti. E non soltanto per i gol, decisivi, della notte dell’Olimpico. Sono loro, forse, la formula magica per trovare la continuità mai mostrata in questa stagione: con loro in campo dall’inizio, il gruppo di Luis Enrique ha lo stesso passo del Milan. Intanto, il manager americano Mark Pannes sbarca a Roma, tra aumento di capitale e le idee per il nuovo stadio romanista.
E IL CAPITANO ISPIRA OSVALDO-GOL – Difficile dire se potendo contare sui due campioni – fermati entrambi per un paio di mesi da guai muscolari – il rendimento sarebbe stato lo stesso anche nel lungo periodo. Una cosa è certa, però: se la Roma avesse marciato per tutte e 32 le giornate di campionato al ritmo tenuto con in campo il duo Totti-Osvaldo, si troverebbe oggi terza a 3 punti appena da Ibra e compagni. Teoricamente, addirittura in corsa per il titolo. In più, proprio nei 12 incontri con il capitano al suo fianco, il centravanti nato a Buenos Aires ha realizzato 8 dei suoi 11 gol, “digiunando” solo in 4 occasioni. Al contrario, senza Francesco, solo 3 reti in 9 incontri giocati dall’inizio. Un contributo evidente, quello del numero dieci nell’ispirazione del “collega”. Troppo tardi per i rimpianti. Ma da qui alla fine, sfortuna permettendo, Luis Enrique farà bene a non separarli più.
Repubblica.it – Matteo Pinci