Gianluca Mancini ha parlato oggi alle 13:00 in conferenza stampa della vigilia di Roma-Porto, ritorno dei playoff di Europa League. Il difensore giallorosso, affiancato da Claudio Ranieri, ha presentato la sfida decisiva dopo l’1-1 dell’andata.

Mancini sarà un punto di riferimento in difesa, nonostante le voci di un suo stop per una botta subita nell’ultima partita di campionato contro il Parma.

GIANLUCA MANCINI IN CONFERENZA STAMPA

Cosa cambia nel giocare centrale o da braccetto?

“Cambia, difensore di destra ti permette di entrare dentro al campo, come dico io pensando, da centrale invece sei il guardiano che parla col portiere, cercando di strappare i buchi. Sono ruoli della difesa mi trovo bene e cerco di farlo al meglio delle mie possibilità”

In prospettiva tu ti vedi tutta la carriera nella Roma? 

“Io ti parlo di me stesso, i miei compagni li vedo dare il massimo, per il gruppo è importante. È una famiglia vera, passato momenti terribili e non ci siamo mai sciolti. Io qua a Roma sto bene, amo la città la società, i tifosi mi apprezzano e non ho problemi dire che sto molto bene qua anche se non mi piace parlare del futuro” 

Ci potrebbe essere un possibile derby con la Lazio cambia a differenza di quella col Bilbao?

“No no è indifferente, dentro a uno spogliatoio non ci interessa, puoi essere il Bilbao o la Lazio ma noi pensiamo alla partita dopo.”

Ritieni questa partita diversa? C’è più o meno tensione? 

”La giusta tensione ci deve essere sempre, è una partita importante ma ne abbiamo giocate tante di questo genere. La prepariamo bene e ci mettiamo carica per una partita contro una grande squadra.”

Ti preoccupa qualche aspetto su altri giocatori del Porto? 

“È una squadra forte, hanno giocatori rapidi come Pepè, Moura. In base a quello che scegli il mister mi preparo al meglio sul giocatore che affronterò”

Ritieni di avere qualche step dove migliorare nel tuo ruolo? 

“Sui cartellini e proteste, a fine anno io sono abituato a tirare le somme e ho pensato che non posso saltare partite per proteste eccessive. Mi hanno aiutato, mi dicevano di non protestare. Gli step ne ho ancora mille, ho 28 anni, quello che cerco di migliorare è nella situazioni di campo, nelle letture difensive con giocatori più piccoli e rapidi di me. Secondo me un giocatore non smette mai di migliorarsi, anche lo stesso Totti penso che a 41 anni continuava a farlo.”

Ti sei dato una spiegazione del perché la Roma ultimamente pecca sui calci piazzati?

“Ma come ha detto il mister, c’è bravura nostra nostra ma anche degli avversari. Transizioni si, ma casuali, sono momenti positivi e negativi. Noi ci lavoriamo, ad ogni calcio piazzato andiamo dentro la voglia di buttarla in rete”

Cosa ha portato Ranieri rispetto ad inizio stagione? 

“Ma come ho detto tante volte quando è arrivato il mister non eravamo tutti per via della sosta nazionale. Ma quando è arrivato il mio corpo si era rilassato. In campo ci ha rimesso in riga, indicazioni tattiche, ha riportato il sorriso che da un po’ di tempo mancava. Sappiamo che in questo lavoro se non si è tranquilli te lo porti dietro ovunque, in campo, a Trigoria e a casa.”