In Europa la storia recente ci riporta al 2005-2006, quando negli ottavi di finale dell’allora Coppa Uefa, la Roma alzò bandiera bianca di fronte agli inglesi del Middlesbrough. L’ultimo approdo ai quarti di finale risale addirittura al 1999, quando dopo aver superato il Zurigo, Zeman e i suoi ragazzi impattarono nel percorso contro l’arbitro Van Der Ende e l’Atletico di Jose Mari.
Ora nel derby tutto italiano, Garcia si troverà nuovamente di fronte a Montella, ancora stordito dalla terribile serata dell’Olimpico contro la Lazio in campionato. Due squadre che condividono debolezze, paure e il bisogno estremo di non registrare un ulteriore fallimento. Nei 10 precedenti (da quando è iniziata la sua carriera da allenatore) l’ex aeroplanino giallorosso è riuscito a vincerne soltanto uno, poco più di un mese fa all’Olimpico nei quarti di finale di Coppa Italia. Una partita decisa dalla doppietta di Mario Gomez, che domani a Firenze sarà costretto a guardare la gara dalla tribuna. Contro una formazione praticamente priva di scelte offensive (Gilardino e Diamanti sono rimasti fuori dalla lista Uefa) la Roma non potrà più permettersi di sbagliare, pungolata dal suo tecnico e dalle critiche incessanti che continuano a tenere banco nella capitale. Il francese ancora una volta è pronto a stravolgere la formazione che domenica scorsa non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 con il Chievo al Bentegodi. In difesa torneranno Torosidis, Holebas e Yanga Mbiwa al fianco del sempre presente Manolas.
Aperto invece il ballottaggio tra De Rossi e Keita per l’ultimo posto sulla mediana insieme a Pjanic e Nainggolan (squalificato nella prossima sfida di campionato con la Sampdoria). Un impegno fondamentale in cui Garcia aspetta risposte definitive: al momento Gervinho, Iturbe e Ljajic scaldano i motori nel tridente offensivo in cui Totti, affaticato da una lunga serie di partite, è pronto a subentrare in corso d’opera. Ora, c’è bisogno di tutti.
Il Tempo – A. Serafini
