Zeman torna a Trigoria. Dopo tredici anni esatti. Era il 4 giugno del 1999 quando il Boemo, da un hotel sulla Pontina, diceva addio alla Roma: per sempre? No, perché oggi, 4 giugno 2012, il Maestro torna nella sua città, nella squadra che più volte avrebbe potuto riabbracciare, per guidare – proprio come fu la prima volta – la voglia di riscossa dopo un cocente fallimento, Carlos Bianchi ieri, Luis Enrique oggi.
Non c’è tempo da perdere, in fondo già tra un mese la Roma potrebbe partire per Riscone (l’inizio del ritiro è fissato per il 7 ma potrebbe essere anticipato). Di mercato, invece, si dovrebbe iniziare a parlare da domani. Ma già venerdì mattina, in una chiacchierata su giocatori da tenere e nomi da seguire, Zeman aveva fatto il nome di Insigne e indicato le priorità: due difensori e un paio di centrocampisti, indispensabili guardando la rosa attuale, soprattutto alla luce delle partenze certe di Gago e Heinze, e quelle molto probabili di Juan e Simplicio. Dovrebbe invece restare Kjaer: il tecnico ha dato il proprio gradimento alla sua permanenza, anche se Sabatini – che proprio venerdì, dopo aver parlato con il Boemo, è tornato a forzare la mano con il Wolfsburg per il prolungamento del prestito – non può ancora garantirne la permanenza. Ci sarà tempo per parlarne, in ogni caso. Soltanto oggi, in fondo, inizia davvero la seconda era romana di Zeman.
Repubblica.it – Matteo Pinci