
LE INFRASTRUTTURE – Le altre opere, invece, restano, anche se rimodulate e con tempi ancora tutti da decifrare (il «cronoprogramma» dei lavori deve ancora essere definito, alcune infrastrutture potrebbero essere realizzate anche dopo lo stadio). L’investimento complessivo dei privati cala da 1,7 miliardi a 900-990 milioni di euro. I fondi per le opere pubbliche, come raccontato ieri dal Messaggero, dopo l’accordo che ha sancito il dimezzamento delle cubature, sono stati ridotti di 130 milioni rispetto ai 400 iniziali. La sforbiciata si abbatte in gran parte sulla ferrovia Roma-Lido: avrebbero dovuto essere acquistati 15 nuovi treni, ma alla fine ne verranno comprati solo 2. Resta invece l’allargamento dello scalo ferroviario, anche perché il progetto iniziale era stato bocciato dal dipartimento Urbanistica del Comune. Saltano anche i 4 pontili sul Tevere, ma non la restaurazione delle banchine. Verrà modificato l’intervento sulla via Ostiense-Via del Mare (è allo studio una revisione delle carreggiate per evitare che il traffico vada in tilt), così come lo svincolo sulla Roma-Fiumicino. Il ponte ciclo-pedonale sul Tevere verrà realizzato, mentre è in forse il ponte carrabile (è considerato alternativo al ponte dei Congressi, ma dovrebbe restare in ogni caso il contributo di 70 milioni a carico dei privati). Il rischio è che, con questi cambiamenti, il progetto finisca per penalizzare sia il trasporto pubblico sia quello privato, costringendo i tifosi della Roma a viaggi lunghi e faticosi verso l’impianto sportivo, nei giorni delle partite.
LE CUBATURE – Dopo il taglio delle cubature (-48% rispetto al progetto originario, -59% per quanto riguarda il Business park), i privati potranno edificare 598mila metri cubi, in gran parte per negozi e uffici. Ma ieri la sindaca Raggi ha fatto sapere che «una parte degli edifici coinvolti nel progetto saranno destinati ad attività socio-culturali da definire insieme ai residenti per favorire la partecipazione della cittadinanza». Una parte delle 18 palazzine alte 6-7 piani che nasceranno accanto all’impianto sportivo, quindi, ospiterà asili, scuole, ambulatori, distaccamenti degli uffici comunali. Per la sindaca, «abbiamo rivoluzionato il progetto e lo abbiamo trasformato in un’opportunità per Roma. Abbiamo sempre detto di essere favorevoli alla realizzazione dello stadio ma nel rispetto della legge e per il bene della città».