Perché? «Perché lo conosco e sono convinto che sarebbe un grande presidente per la Fifa. Ha tutte le qualità, a partire da quella passione viscerale per il calcio che è indispensabile. Come ho detto altre volte, la Fifa ha bisogno di un nuovo leader, di nuova linfa, di nuova aria».
Può essere davvero finita l’era Blatter? Platini crede di sì: «Lo ho sostenuto in passato, l’ho aiutato molto nel ‘98 (quando fu eletto per la prima volta, ndr) e nelle successive tre elezioni. Abbiamo vissuto momenti forti insieme che niente e nessuno può cancellare. Ha fatto cose molto buone e ha preso decisioni giuste in situazioni difficili. Ma ad un certo punto bisogna farsi da parte e non cercare di mantenere il trono a tutti i costi. È quello che Blatter ha detto a Johansson nel 2007, quando mi sono candidato contro di lui per la presidenza della Uefa ». Blatter nel 2011 assicurò a Michel che non si sarebbe più ripresentato. «Sono deluso per le Federazioni europee a cui ho chiesto di sostenere Sepp nel 2011, sulla base di una promessa fatta di persona. Era stata più di una promessa, un vero impegno. Ci guardò negli occhi e ci chiese di sostenerlo in quello che sarebbe stato il suo ultimo mandato. E ora eccoci di nuovo, come se nulla fosse mai accaduto. Forse sono troppo ingenuo, troppo sensibile o troppo idealista, ma mi sento a disagio perché è come se inconsapevolmente avessi mentito alle mie Federazioni ». Ma ora Blatter sostiene di avere ancora una missione davanti. «Non deve mentire. Sappiamo tutti — continua Platini — che non molla non perché non ha finito la sua missione o perché ha ancora grandi progetti.
Dopo 40 anni ai vertici di un’istituzione, è una tesi che non è credibile. Ha semplicemente paura del domani perché ha dedicato tutta la sua vita alla Fifa. Capisco la paura del vuoto, è umano. Ma se ci tiene veramente alla Fifa, deve pensare prima ad essa. E finché ci sarà lui, che lo voglia o no, la Fifa avrà un deficit di credibilità, d’immagine e di autorità». L’Europa è divisa: Figo e Van Praag si sono ritirati. Inghilterra, Germania, Portogallo, Francia e alcuni Paesi scandinavi sono contro Blatter. Il blocco dell’ex Urss invece è con lui: Putin è un suo vecchio amico. La Russia è sempre stata al suo fianco e oggi lo difende. «Illegale l’uso extraterritoriale delle leggi statunitensi», attacca il Ministero degli Esteri di Mosca. «La campagna per la candidatura della Russia per ospitare i Mondiali 2018 è stata fatta in completa conformità con le norme etiche della Fifa». Un nemico giurato invece è Maradona: ha postato sul suo profilo Facebook una foto di Blatter con un commento in italiano, inglese e spagnolo più che eloquente: «Ladro».
Ha elogiato poi l’Fbi: «Io l’avevo detto e tutti mi davano del pazzo. Piuttosto che appartenere alla famiglia della Fifa preferisco essere orfano. Sono dei corrotti». E la Federcalcio italiana? Carlo Tavecchio e Michele Uva hanno raggiunto Zurigo ieri sera. «Non commentiamo — dicono in Figc — e Tavecchio prenderà una decisione solo dopo aver parlato con Platini». Oggi infatti il n.1 dell’Uefa riunisce a Zurigo le 54 federazioni europee: spiegherà che lui sta col principe giordano. Tavecchio di recente è stato da Platini a Nyon (rinsaldata una vecchia amicizia) e lo stesso Ali Bin Al Hussein è stato a Roma per spiegare il suo programma a Tavecchio, gesto che è stato molto apprezzato.
