Pellegrini è sospeso tra due scelte, restare alla Roma o cercare centralità altrove. I colloqui per il rinnovo però sono iniziati, e Gasperini spinge per averlo l’anno prossimo.
Corriere dello Sport (J.Aliprandi) – Lorenzo Pellegrini corre. Contro il tempo, contro il dolore, contro i dubbi che gli si sono aggrappati addosso in una stagione complicata. Corre per tornare in campo, per rientrare almeno tra i convocati a Parma e poi prendersi il derby da protagonista. Ma soprattutto corre verso un’altra partita, forse ancora più delicata: quella del rinnovo con la Roma.
Perché il futuro del capitano giallorosso è un bivio netto, senza mezze misure. Da una parte la Roma, casa sua, la maglia che sente cucita addosso e un ruolo diverso, magari meno centrale ma ancora pesante dentro uno spogliatoio che vuole tornare a respirare ambizione vera. Dall’altra l’idea di guardarsi intorno, cercare altrove un progetto che gli garantisca centralità tecnica ed economica.I contatti tra il club e l’entourage del giocatore sono partiti circa un mese fa. Normale, inevitabile, quasi obbligatorio affrontare subito il tema più caldo: l’ingaggio. Pellegrini oggi percepisce circa 6 milioni netti a stagione frutto del rinnovo firmato nel 2021. Era un’altra Roma e un altro Pellegrini: leader in piena ascesa, decisivo, dominante, trascinatore tecnico ed emotivo.
Reduce da una stagione di altissimo livello e vicino alla scadenza, il rinnovo allora appariva una naturale conseguenza. Oggi invece il quadro è cambiato. La Roma vuole abbassare i costi, ridisegnare la gerarchia salariale e costruire una rosa più profonda e competitiva. Tradotto: per restare, Pellegrini dovrebbe accettare un ridimensionamento importante, almeno del 50% dello stipendio attuale. Una scelta pesante, delicata, quasi esistenziale per un calciatore che si avvicina ai trent’anni e probabilmente all’ultimo grande contratto della carriera. Idem per Dybala, la cui suocera ieri ha dichiarato a TycSports: «La Roma è la sua prima opzione, ma ha anche il sogno Boca da realizzare per suo padre».
Una porta resta spalancata per Pellegrini (così come per la Joya). Perché Gasp lo vuole. Lo considera un giocatore utile, intelligente, di qualità, uno che dentro un sistema feroce e verticale potrebbe ritrovare intensità e continuità. La stima dell’allenatore pesa e può diventare una chiave decisiva nella trattativa.
Non più il Pellegrini intoccabile di qualche anno fa, ma una risorsa di esperienza, talento e personalità dentro una Roma che vuole alzare il livello senza perdere identità. Sia la Roma che Lorenzo stanno riflettendo sulla situazione: le parti si riaggiorneranno alla fine del campionato, dopo queste ultime quattro partite che decideranno il piazzamento della squadra e la coppa europea che disputerà il prossimo anno.
Nel frattempo la lesione muscolare di secondo grado al flessore della coscia destra lo costringe a una corsa contro il calendario. L’obiettivo dichiarato resta il derby, ma dentro Trigoria filtra anche una speranza: anticipare i tempi e rivederlo almeno tra i convocati già per la trasferta di Parma. Sarebbe un segnale. Per la squadra, per i tifosi, forse anche per il futuro. Perché Pellegrini oggi è sospeso tra due rincorse parallele: quella per tornare in campo e quella per riprendersi la Roma.