La Gazzetta dello Sport (A. Vocalelli) – Ha tutta l’aria di uno spareggio. Non siamo ai livelli di qualche anno fa, quando Roma-Juventus poteva valere uno scudetto, ma la partita è comunque molto importante. Tre punti che possono pesare tantissimo nella corsa alla Champions. È anche il confronto tra i due calciatori che più hanno deluso in questa stagione: Lorenzo Pellegrini e Koopmeiners. Al punto che, in casa giallorossa, non è affatto sicuro che Pellegrini possa essere titolare. Una cosa del genere non è mai capitata: il capitano in panchina, per scelta tecnica. Esattamente ciò che potrebbe toccare a Koopmeiners, sessanta milioni di investimento. Immaginarlo ai confini e non più centrale in una sfida così impegnativa è surreale.
Proprio Pellegrini e Koopmeiners potrebbero trasformarsi nei colpi più sorprendenti e redditizi del prossimo mercato. Prenderli adesso, nel caso Roma e Juventus fossero pronte a mettersi a tavolino, potrebbe essere davvero un grandissimo affare. Pellegrini ha 29 anni, qualità tecniche dimostrate ampiamente, ancora un solo anno di contratto e una caratteristica che tutti gli allenatori sanno apprezzare: la capacità di far gol. Ne ha fatti più di sessanta in carriera. Qualcuno se la sentirebbe di escludere che in un nuovo ambiente non sarebbe capace di tornare quel calciatore?
Un discorso che calza perfettamente anche per Koopmeiners, 28 anni, che avrebbe dovuto rappresentare il valore aggiunto per una Juve candidata allo scudetto, e si ritrova invece al centro delle critiche. Ma qualcuno se la sente di bocciarlo dopo una stagione così triste e buia? O in condizioni diverse, può bastare la classica scintilla per riaccendere il suo potente motore? Ecco, Pellegrini e Koopmeiners rappresentano i classici esempi di un calcio che dovrebbe sforzarsi di andare al di là.