IL 15 DAL GIUDICE Tra una settimana, il 15 aprile, l’appuntamento cruciale: i curatori e Albertini si presenteranno dal giudice fallimentare per spiegare se e come il Parma può proseguire fino all’ultima di campionato. Se, in breve, ci saranno i soldi per partecipare al campionato. La società è tecnicamente fallita. L’obiettivo a questo punto è garantire la regolarità totale del torneo — quella morale, visto come giocano i ragazzi di Roberto Donadoni, è fuori discussione — e quindi giocare tutte le partite, invece di ritrovarsi, sull’Almanacco Panini 2016, una sfilata di 3-0 a tavolino. Con anche i diritti tv sul piatto. Ecco il perché dell’aiuto della Lega (5 milioni, forse di più) mancato in altre situazioni tipo Siena: si trattava di fallimenti non a campionato in corso.
RITIRO A COVERCIANO Ma per giocare ci sono spese vive, soprattutto nel caso delle trasferte. Con l’Inter è stato fondamentale l’aiuto dello sponsor e così sarà anche per Genoa-Parma, mercoledì recupero della 25a giornata. È stata «coperta» la trasferta di Empoli del 19 aprile: in questo caso è venuta in soccorso del Parma la Federcalcio, offrendo la disponibilità di Coverciano per gli allenamenti e il ritiro della vigilia. Non c’è conferma ufficiale ma anche per Fiorentina-Parma, il 15 maggio, il Centro dovrebbe essere concesso al club in difficoltà.
DUE TRASFERTE DA COPRIRE Mancano le coperture finanziare per le due trasferteconsecutive di mercoledì 29 aprile (a Roma contro la Lazio) e di domenica 3 maggio (a Cagliari). Si sta cercando di risparmiare su tutto, biglietti dei voli e trasporto dei bagagli compresi, per non dire le sedi dei ritiri della vigilia. Poi c’è anche l’ultima giornata, di nuovo a Genova ma contro la Samp, il 31 maggio, ma ci sono quasi due mesi anche per rendere meno vuote le casse del club. Insomma, quello sarebbe il problema più superabile.
INFINE LA B Dopo, si comincerà a parlare dell’altro futuro. Abbattendo il debito sportivo il Parma potrà trovare acquirenti e cominciare dalla B. Altrimenti la ripartenza sarebbe dai dilettanti. Ma questo viene dopo: prima c’è la sopravvivenza.
La Gazzetta dello Sport – F. Licari
