Mourinho: “La bellezza di Roma? Sono qui per lavoro, non per turismo”

Corriere della Sera (L. Valdiserri) –Se volete parlare della Juve di Allegri o del Napoli di Spalletti, fatelo pure. Però non della Roma di Mourinho, perché voglio la Roma dei romanisti. Io non sono nessuno, sono soltanto uno in più“, Molti si sono chiesti: dove è finito il Mou delle manette, il rumore dei nemici e gli “zeru tituli”?

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E invece la frase che è sembrata un intruso nella carriera dello Special One è la più forte. Mourinho vuole essere solo un allenatore perché sa che il lavoro che lo aspetta è tanto. La scommessa è allenare, lavorare, crescere. Spesso la semplicità è il contrario della banalità. È un lavoro per arrivare al cuore togliendo il superfluo: “La bellezza di Roma non è il motivo per cui sono qui. Non sono in vacanza, non farò il turista“.

Il Mou dei 58 anni sembra più saggio di quello che a 46 incendiò il campionato italiano. Però non sarebbe Mou se non piazzasse qualche bordata. Una è innescata dalle troppe domande sulla Roma che non vince: “Voi parlate di progetto e di lavoro. Conosco la realtà: la Roma è arrivata a -29 dallo scudetto a -16 dal quarto posto. La prima cosa da fare è capire perché è successo, poi si deve lavorare 24 ore al giorno. Ho un contratto triennale per costruire una mentalità nuova. La parola d’ordine è sostenibilità. Il fine ultimo è lasciare un’eredità. Si può vincere e poi restare senza soldi per pagare gli stipendi, ma i Friedkin non vogliono questo. Come vedo la Roma fra tre anni? Me la immagino che festeggia qualcosa“.

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Per farlo arrabbiare basta dirgli che le sue ultime panchine sono state in calando: “Scudetto con il Chelsea, tre titoli con il Manchester United e una finale con il Tottenham che non mi hanno fatto giocare. Quello che per gli altri sarebbe trionfale a me viene rinfacciato come un fallimento“.

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