Visto come sono andate le cose, la Roma ha fatto due regali in un colpo solo. A Zeman, impacchettandogli Marquinho, e al brasiliano stesso, che proprio martedì 3 luglio, giorno del raduno, compirà 26 anni. Aveva quasi perso le speranze, Marquinho, soprattutto dopo la fumata grigia (per lui, non per Dodò e Castan) del viaggio di Baldini, e il pericolo che dovesse tornare a Roma solo per fare le valigie e rientrasene in Brasile era concreto: invece a Roma ci tornerà, per restarci e conquistare anche il boemo, dopo essersi guadagnato la fiducia di Luis Enrique.
Altalena A febbraio, viste le prime prestazioni – e quella mania di tirare da qualsiasi posizione che lo fece oggetto di parecchie prese in giro – l’ipotesi riscatto sembrava improbabile; solo quattro mesi dopo è diventata una delle prime voci nella lista della spesa, vista soprattutto la capacità di Marquinho di adattarsi a più ruoli, tutti funzionali anche al 4-3-3 di Zeman. Ha giocato, dimostrando di poterlo fare anche a buon livello, da interno di centrocampo o da terzino, posizioni in cui la Roma non ha grosse alternative, aspettando che Dodò sia pronto. Se a questo ci si aggiungono i tre gol segnati — tutti all’Olimpico, contro Novara, Udinese e Napoli — ecco che il mosaico dei primi cinque mesi di Roma di Marquinho ha tutte le tessere incastrate al posto giusto.
Ultimi dettagli Ieri Rivellino ha frenato: «Sulla conferma di Marquinho alla Roma possono succedere ancora molte cose — ha scritto su twitter —. Le parti sono distanti, nulla è deciso». In realtà, si sta lavorando sulle formule di pagamento, evidentemente sulla quota riservata all’agente. Ma il matrimonio si farà, con tanto di torta: non nuziale, ma di compleanno.
Gazzetta dello Sport – Marco Calabresi