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Mancini e Gasperini, inchini e balli

Mancini e Gasperini, inchini e balli

Mancini festeggia un derby da record, mai un difensore aveva fatto doppietta. Gasperini celebra la sua squadra e i tifosi. con cui ha trovato feeling.

Corriere della Sera (U.Trani) – La mente e il braccio della Roma tornata quarta a una giornata dal traguardo: Gasperini Mancini per il derby della svolta. La disponibilità e l’affidabilità di Gianluca che dà l’esempio nello spogliatoio proprio come chiede Gian Piero. Che lo incorona: «Questa doppietta sarà indelebile nella sua carriera». Ancora uomo derby. E superandosi.

È il primo difensore a segnare due reti nel derby della Capitale. Decisivo già il 6 aprile del 2024, sempre di testa e ancora Dybala a ispirarlo da calcio d’angolo come nella ripresa. Con la Roma 23 gol, a digiuno solo nell’annata 2021-22. Quest’anno a quota a 5 (4 in campionato) e il suo record è di 7, due anni fa (4 in A e 3 in Europa League).

Ma questi stordiscono. Anche lui: «Fare due gol non me lo sarei mai aspettato, al secondo gol non sapevo che fare». Il doppio inchino davanti alla curva Sud. «E ho abbracciato Pellegrini perché ci teneva a esserci e a giocare, volevo farlo sentire con noi». A proposito di amici, ha portato in trionfo El Shaarawy, nel giorno del saluto di Stephan, sotto la curva: «È un ragazzo d’oro e un professionista serio. In campo gli dicevo di fare gol, se lo sarebbe meritato. Ci mancherà, ma quello che ha fatto in questi dieci anni non lo cancella nessuno».

Gasperini, in attesa del viaggio a Verona, conta fino a 70: sono i punti della Roma che la famiglia Friedkin, da quando si è insediata a Trigoria (6 agosto del 2020), non aveva mai festeggiato. È il miglior raccolto dalla stagione 2017-2018, terzo posto con Di Francesco e 77 punti per l’ultima qualificazione in Champions.

Ecco il nuovo corso: Ryan sorride in tribuna già al primo gol, Gian Piero balla sotto la Sud che canta «la società dei magnaccioni». «Fatece largo», appunto. «Avere lo stadio sempre pieno avviene in pochissimi posti. Sapevo che ero piemontese, scuola Juve, cittadino onorario di Bergamo, con l’Atalanta acerrima rivale di questi anni, ero il candidato meno adatto per entrare in sintonia, ma sono qui per fare calcio e la gente ha apprezzato questo. Qui si viene per fare i risultati, ma la cosa più importante è stata aver conquistato la credibilità della gente e per me questo è più grande di uno scudetto. Mi sono dato tre anni di tempo per vincere. In queste piazze non se ne possono aspettare dieci…».

Il prossimo step a Verona: «Manca un passo, l’ultimo di questa rincorsa incredibile. È stata un’emozione enorme, siamo tutti giustamente felici. Ora dipende da noi e non più anche dall’avversario» chiarisce Gian Piero che si scambia i complimenti con il tecnico del Milan Allegri in diretta tv.

Racconta poi la storia del suo gruppo. «Il 3-3 contro la Juve non è stato un momento difficile per aver preso due gol nel finale: ci ha dato la consapevolezza di avere qualità. E di saper realizzare. Nel girone di ritorno abbiamo segnato con tanti giocatori diversi e cominciato a vincere. Non abbiamo ancora raggiunto il traguardo ma il giudizio su questi ragazzi non cambierà più: hanno mostrato una professionalità e un attaccamento eccezionale». Un anno fa la Juventus appena scavalcata in classifica ha tentennato e lui ha scelto la Roma. «Non penso agli altri. Io sono felice qui con i miei giocatori e mi godo quanto abbiamo fatto».

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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