La sfida con la Juventus leva il sonno a Luis Enrique e agita quello dei romanisti. Stasera l’Olimpico, per l’ultima volta nel 2011, alzerà il sipario su una Roma che spera di recuperare punti in classifica e agli occhi di una piazza che è a un passo dal superare il limite di una pazienza messa davvero a dura prova. Ma i quasi sessantamila che sfideranno il freddo e l’inedito appuntamento del lunedì notte, sperano di tornarsene a casa con negli occhi almeno la sensazione di aver visto la squadra lottare. “Vincerà non solo chi farà un gol in più, ma chi riuscirà a far meglio la fase difensiva — la convinzione di Luis Enrique — so che la Juventus riuscirà al 100 per cento in questo, è uno dei punti che dobbiamo imparare da loro e su cui dobbiamo migliorare tantissimo: bisogna mettersi a disposizione della squadra e fare la fase difensiva tutti, mettendosi dietro la palla prima dell’avversario e velocemente“. Una bella tirata d’orecchie ai suoi giocatori, chissà, forse in particolare agli attaccanti, a quelli che riuscirà a schierare. A Totti, che tornerà quasi sicuramente titolare, dopo una lunga assenza, a Lamela, che però è in forte dubbio per un virus intestinale, e a Osvaldo. Ma anche a Borriello, nervo scoperto per il tecnico spagnolo, stanco di rispondere alle domande sui singoli, stanco di dover giustificare le sue scelte. “I calciatori sono un po’ delusi per i risultati, ma hanno lavorato bene, senza nervosismo, tutti sono abituati a vivere questa situazione”.
La Repubblica – Francesca Ferrazza