LA REPUBBLICA (Silvia Scotti) – Robinio Vaz fino a una settimana fa era un oggetto misterioso, giovedì contro il Bologna ha fatto capire perché è costato 25 milioni, ieri contro il Lecce ha dimostrato di valerli. Ha cancellato lo scetticismo, ha cambiato la gara e forse il finale di stagione della Roma. Ha portato in campo, da quando è entrato al 6′ del secondo tempo, energia, giocate e il gol che vale l’aggancio alla Juve al quinto posto a 3 punti dal Como.
Vaz, diciannovenne francese cresciuto nella banlieue, ha dato a una squadra timida, lenta e bloccata dai pugliesi (peggior attacco del campionato), struttura fisica, profondità e vitalità. Ha rotto la monotonia, riuscendo a togliere Malen dalla solitudine. Dal suo ingresso i giallorossi hanno ritrovato vita, si sono liberati dalle scorie dell’Europa League. Ha esaltato compagni come Hermoso, bravo con l’assist e bravissimo a salvare sulla linea il colpo di testa di Pierotti a botta sicura. Ed è così arrivato un successo che può ridare speranze di Champions.