Pagine Romaniste (Alessio Nardo) – E’ diventato in poche settimane un pilastro, nonostante fosse arrivato a fine agosto con parecchi punti interrogativi a ronzargli attorno. Oggi Christopher Lloyd Smalling è un baluardo inamovibile della Roma e, dati alla mano, decisamente indispensabile. Non servivano nemmeno carta e penna per rendersene conto già ieri, quando la squadra di Fonseca, in casa contro il modesto Wolfsberger, è riuscita a subire ben due gol. Tornando d’incanto fragile e vulnerabile.
Il dato nel suo complesso ci dice che in presenza di Smalling, la Roma ha incassato 11 gol nell’arco di 1260’: uno ogni 115’. E che delle 14 partite disputate (tutte per intero) dall’ex diavolo rosso, ben 6 sono state chiuse con porta imbattuta, il 42,9%. Nei restanti 630’ senza Chris, la squadra ha contato 10 reti al passivo, una di media ogni 63 minuti di gioco. E l’unico clean sheet (su 7 partite) è stato quello del 19 settembre, contro l’Istanbul Basaksehir in Europa League. 4-0 il risultato finale. L’obiettivo, evidentemente, è ritrovare al più presto uno dei migliori innesti estivi di Petrachi. Forse, il più importante.
CON SMALLING IN CAMPO
11 gol subiti nell’arco di 1260’ – Uno ogni 115’
6 partite su 14 chiuse con porta imbattuta, il 42,9%
SENZA SMALLING
10 gol subiti nell’arco di 630’ – Uno ogni 63’
1 partita su 7 chiusa con porta imbattuta, il 14,3%