La Roma ha fallito completamente i primi minuti ma poi ha almeno provato a fare la sua partita. La differenza – è la conclusione tratta a Trigoria – l’ha fatta l’efficacia dei rispettivi attacchi. E nonostante potesse finire “tanto a poco“, non è stata una replica della notte da incubo vissuta con il Bayern. Fatto sta che quell’umiliazione, come conferma Sabatini, pesa ancora nella testa dei giocatori. C’è stata una Roma fino al 7-1, praticamente perfetta compresa la partita in casa della Juve segnata da errori arbitrali, e un’altra meno convinta di se stessa che ha accumulato tre ko e due pareggi nelle ultime sei gare.
INFORTUNI – Il problema non è fisico, tantomeno è stata sbagliata la preparazione atletica: di questo ne sono convinti sia Garcia sia i dirigenti. Il preparatore Rongoni è un uomo di fiducia del mister, con cui condivide la programmazione degli allenamenti. Detto che la tournée negli States non è il modo ideale per iniziare una stagione ma il calcio “moderno” la impone, nella lunga serie di infortuni c’è molta casualità. Qualche esempio? Iturbe si è fatto male esultando in modo sfrenato dopo il gol segnato al Cska, Castan ha scoperto in ritardo un problema alla testa che gli ha causato anche i problemi muscolari di inizio stagione, Astori, che ha fatto la preparazione con Zeman, ha avuto un incidente di natura traumatico al ginocchio e, una volta rientrato, ha avuto il classico incidente muscolare di chi ancora deve riaggiustare la postura. Maicon e De Rossi si portano dietro vecchi acciacchi, Keita e De Sanctis pagano l’usura. Insomma allenarsi bene è un obbligo, ma non basta per evitare gli infortuni.
