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Roma-Juventus, Floris: “Totti è un vero leader. Alla Roma manca un obiettivo”

Il conduttore televisivo Giovanni Floris ha detto la sua. Il big match di questa sera allo Stadio Olimpico tra Roma-Juventus risveglia gli animi dei tifosi. Tra questi anche lo storico moderatore della trasmissione televisiva “Ballarò“.

Floris ha parlato ai microfoni di CSS, dapprima esprimendo un suo giudizio sulla classe dirigente e politica e sulla crisi economica in Italia, a cui il Governo Monti sta rispondendo con la “manovra“, poi parlando della necessità dello Stato di avere un leader, un po’ come è Francesco Totti per la Roma: “Totti è un vero leader, perché ha con sé una squadra, una tifoseria e una città. E’ il re di Roma, il Capitano indiscusso dei giallorossi, perché, scegliendo di giocare nella squadra della sua città, ha vinto poco, di certo molto meno di quello che avrebbe potuto vincere altrove. Anche gli italiani hanno imparato ad amarlo, perché è simpatico, intelligente e sa farsi perdonare tutto. Per restare a Roma ha rinunciato a tanto: ha avuto molto, ma forse ha dato di più“.

Il leader nel calcio è la colonna portante della squadra, una sorta di “guida spirituale” ed emotiva, come lo sono stati certi campioni, ad esempio Baggio, Pelè, Maradona, Garrincha: “Bisogna distinguere tra giocatori forti e giocatori leader. Essere il leader della propria squadra è diverso dall’essere un grandissimo campione. Implica appartenenza ad un gruppo, accettandone anche i limiti. Vuol dire prendersi la responsabilità di modificarne le sorti con la propria guida“.

Floris è un grande tifoso e appassionato della Roma; sostiene che Falcao sia stato il grande campione giallorosso dei primi anni Ottanta, sia in campo che negli spogliatoi, solo penalizzato dal fatto che non volle tirare quel fatidico rigore nella Coppa dei Campioni, contro il Liverpool: “Da quella sera un’ombra è calata sul Divino. Falcao era stato capace di sollevare una squadra, dandogli una mentalità vincente. Una presenza dominante in campo e anche nel cosiddetto spogliatoio. Ma, si tirò indietro nella partita più importante. Non importa perché lo fece. Lo fece. Da quel momento, squadra, società e tifosi gli voltarono le spalle. Un leader deve esserci sempre e deve dire sì al momento giusto“.

Il vero problema della Roma attuale di mister Luis Enrique e della dirigenza americana di Thomas DiBenedetto, conclude Giovanni Floris, è soprattutto la mancanza di un obiettivo: “La dirigenza deve farsi leader e dare all’allenatore un obiettivo. E’ questo che a Luis Enrique manca. Lui non è dipendente dal risultato. Invece, un obiettivo gli va dato. Magari non raggiungibile il primo anno. Ma un obiettivo deve esserci!“.

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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