L’argentino dopo 9 anni in viola contribuì concretamente alla vittoria del terzo tricolore romanista, mentre “Picchio” – uno degli eroi di Italia-Germania 4-3 a Messico ’70 – aprì e chiuse la carriera nella Capitale, ma vinse il secondo e per adesso ultimo scudetto viola, correva l’anno 1969. E non dimentichiamo Roberto Pruzzo, idolo dei giallorossi, finito al termine della carriera a Firenze, stagione ’88/’89: un solo gol all’attivo coi viola, ma pesantissimo. Segnato proprio alla Roma nello spareggio di Perugia, valido per assegnare il posto Uefa: cross di Baggio e testa di Pruzzo, roba d’autore. Montella c’è rimasto male, da Nyon si aspettava di meglio: «Siamo stati sfortunati, abbiamo pescato una squadra molto forte…».
Ma l’Aeroplanino, che a Roma ha trascorso pagine leggendarie della sua carriera di bomber (un altro scudettato del 2001) – grande amico di Totti, spesso trascorrono le vacanze assieme – ormai c’è abituato: un anno fa, negli ottavi di Europa League, si scontrò con la Juve di Conte e a uscire fu la Fiorentina. Ma anche nei sedicesimi i viola hanno avuto l’ostacolo piu grande da superare, il Tottenham, miglior squadra della competizione come ranking e quindicesimo al mondo per fatturato. Eppure Montella i suoi uomini hanno realizzato l’impresa, eliminando gli Spurs più che favoriti. Firenze sogna altre meravigliose notti europee. La Roma è avvisata.
