
La Gazzetta dello Sport (C.Zucchelli) – A fine stagione, insieme a Monchi, Di Francesco e al suo agente, che poi è il fratello, Stephan El Shaarawy deciderà cosa fare. Restare a Roma e giocarsi il posto, magari con più continuità rispetto a quest’anno, o andare via dopo 30 mesi con più luci che ombre? La sensazione è che a Roma stia bene e, sempre che la società non decida di venderlo, lui voglia rimanere, ma le vie del mercato sono infinite, anche se più brevi rispetto al passato. Prima di arrivarci, però, El Shaarawy vuole concludere al meglio la stagione, magari sfruttando questa sosta che lo vede, insieme a Defrel (il quale però si allena a parte), come l’unico attaccante a disposizione di Di Francesco.
SOGNI – L’uomo che con la sua doppietta al Chelsea ha regalato ai romanisti una delle notti più dolci dell’anno, adesso sogna pure il Barcellona, con il pensiero a cinque anni fa quando, poco più che ventenne, con il Milan di Allegri al Meazza vinse 2-0 contro i catalani. El Shaarawy non solo giocò benissimo, ma servì anche l’assist a Muntari per il gol della sicurezza, e a fine partita il suo allenatore lo riempì di complimenti per lo spirito di sacrificio messo in campo contro la squadra più forte del mondo. Che, però, si dimostrò tale al ritorno, quando strapazzò il Milan 4-0. E pensare che dopo 10 minuti, quella notte, aveva pure avuto la palla per segnare, ma andò sul pallone troppo morbido. Glielo rimproverò Allegri, glielo rimprovera adesso anche Di Francesco: alla vigilia di quindici giorni di fuoco, la Roma non se lo può permettere e ha bisogno del miglior El Shaarawy.