
Il Messaggero (U. Trani) – Per la Roma che, seminata dalla Juve nella corsa scudetto, adesso ha 6 giornate per riprendersi il secondo posto dopo il sorpasso della Lazio; per i suoi giocatori che stasera giocheranno la prima delle sei finali, da sfruttare per l’accesso diretto in Champions e per la possibile conferma nella prossima stagione, non avendo quasi nessuno la certezza di restare a Trigoria (giusto De Sanctis e d avice portiere) e per i suoi attaccanti che, scelti a turno da Garcia per la giostra giallorossa, continuano a far cilecca. I ritardi delle punte spaventano fino a un certo punto Garcia. Perché più il digiuno è lungo e di gruppo, prima qualcuno si sbloccherà.
ASSETTO CAMALEONTICO I 6 attaccanti sono nella lista dei 24 convocati. E fisicamente stanno tutti bene. Il Sassuolo, 11 punti nel girone di ritorno (solo il Cagliari, con 8, ha raccolto di meno), è l’avversario ideale per ripartire. E riscattarsi, anche perché all’andata, proprio contro la squadra di Di Francesco, cominciò la serie casalinga negativa (2 a 2, gaffe di De Sanctis e primo pari interno). Si va verso il turn over in corsa. Ibarbo punta alla conferma. La sorpresa può diventare Doumbia, il ballottaggio riguarda Gervinho e Ljajic: tutt’e tre, però, non sono psicologicamente al top. Ecco perché Totti può essere ancora titolare e se serve fare il trequartista nel 4-3-1-2: sabato ha giocato poco più di 50 minuti. Dietro non c’è Holebas (adduttori) e Cole adesso spera.