La Stampa – Il casting è finito. La Curva Sud, e non solo, potranno andare in pace. L’ultimo mosaico l’ha scardinato un nanosecondo fa Sir Ranieri escludendo uno dei favoriti, Gasperini, dalla panchina giallorossa che verrà. Il tecnico, ancora per poco, romanista ha scelto e non da oggi e non è l’unico a Trigoria e dintorni a pensarla così. L’identikit era chiaro dall’inizio. E tutte le strade, manco a farlo apposta, portavano a Roma per andare, finalmente, al… Max delle ambizioni. Primo: un nome. Secondo: uno che sa come si vince e vuole rilanciarsi. Terzo: uno tosto. Quarto: uno che ami la città. Quinto: uno forte nello spogliatoio. Sesto: uno di personalità ma che sappia adattarsi al mercato realizzabile. Settimo: uno che abbia già contatti con il mondo giallo e rosso e che quindi sappia anche quello che non si deve sapere. Ottavo: uno che accetti un programma biennale. Nono: uno non condizionabile da stampa e ambiente e radio spesso nefaste. Dieci: è sempre stata la sua maglia. Nome: Massimiliano. Cognome: Allegri. Segni particolari: ha tutte le carte in regola per essere un artista e per far dichiarare al mondo intero che ci sarà da stare attenti al lupo.

Per dirne una, uno dei suoi migliori amici (che sono tre) è Ubaldo Righetti, ex capitano giallorosso, opinionista in Rai, romanista “fracico”, di casa a Trigoria. Che pochi giorni fa ha postato sui suoi social una foto con Allegri a un pranzo forse non casuale. No, non è stata una passeggiata convincere il mister così rimpianto in bianco e nero ma anche dal rosso e dal nero. Voleva garanzie tecniche. Le ha avute. Da Ranieri. Che ci ha messo la faccia, la stima e l’amore per la squadra capitolina. Tutti i nomi circolati insieme e spesso poco appassionatamente, almeno per il club della capitale, erano seconde scelte. Persino quelli top. Da Guardiola al Gasp, appunto. Da Farioli a Montella (forse il secondo dell’infinita lista). Da Italiano a Pioli. C’era anche da aspettare per capire dove possono arrivare ora in classifica Pellegrini e compagni e c’era da vedere se società con maggiori disponibilità economiche corteggiassero davvero Allegri.

Appena compreso che l’estate che sta cominciando con un bel via vai di cambi di panchine, e se lo chiamano valzer un motivo – seppur immerso nelle frasi fatte del giornalismo sportivo – ci sarà… sarà appunto una sorta di Tetris con pochissime certezze. Una è questa. Allegri non è mai stato così vicino all’As Roma. Che fino a pochi giorni fa aveva una panchina che si poteva definire una poltrona per settantacinque e ora, invece, si può annunciare che se non succede l’inimmaginabile avrà finalmente un uomo solo al comando. Lo annuncerà il celebre speaker dello Stadio Olimpico il giorno della presentazione. “In panchinaaaaaaaaa…. Massimilianooooooooo… Allegri………”. Applausi. Bandiere. Cori. Probabilmente anche qualche vittoria seria.