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Roma e Uefa: obiettivo -60

Roma e Uefa: obiettivo -60

Mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno la Roma valuta come procedere con l’Uefa. Bisogna arrivare alla cifra di -60 milioni nei tre anni per avere l’ok.

Corriere dello Sport (G.Marota) – La filosofia dell’Uefa è semplice e al tempo stesso complessa da attuare: più generi ricavi, più attrai sponsor, più l’azionista immette liquidità e più investi in infrastrutture, settori giovanili e calcio femminile (oltre che in progetti sociali) e maggiormente si allenta la morsa del fair play finanziario. A Trigoria queste leve stanno provando ad azionarle da tempo. Al Bernardini, dopotutto, non sono più i giorni del campo e delle prove tattiche, bensì dei ragionieri e degli uomini che cercando di far quadrare i conti puntano a consegnare al nuovo ds il quadro meno drammatico possibile nel quale operare.

In qualsiasi caso, la Roma si trova davanti a un bivio: accettare un’altra sessione di sacrifici così da chiudere subito il settlement agreement, l’accordo con Nyon per rientrare dopo aver sforato i limiti della sostenibilità, oppure rimandare di un’ulteriore stagione la scadenza, operando con maggior libertà e contando di mettere nel prossimo bilancio i proventi della Champions oltre che del nuovo sponsor di maglia. Sacrifici significa almeno una cessione dolorosa – Koné, Soulé e N’Dicka quelli indiziati -, rimandare vuol dire tenersi la spada di Damocle sopra la testa anche a giugno del 2027, un peso in più da gestire con il Centenario in arrivo.

Da quando Friedkin ha acquistato la Roma, il trend delle perdite è in miglioramento: -185 milioni nel 2020-21, -219 nel 2021-22, poi -103 nel 2022-23 e -81,4 e -53,8 nelle ultime due stagioni. Ma i numeri vanno rielaborati con i criteri Uefa e il totale delle perdite legate al 2024 e al 2025, gli anni che insieme al 2025-26 rientreranno nel conteggio del settlement agreement, dovrebbe toccare quota 59 milioni. Le perdite vanno contenute entro i 60. La Roma, insomma, sarebbe già al limite. Da qui la necessità di fare plusvalenze. Anche se potrebbe essere accettabile anche un rosso tra 25 e 30 milioni, grazie agli aggiustamenti tecnici previsti dalle formule Uefa. Friedkin ha preteso da tempo una maggiore autosufficienza, da sviluppare tramite due direttrici principali: l’aumento dei ricavi e il taglio del monte stipendi, oggi ancora sopra i 140 milioni lordi.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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