Il difensore albanese torna a parlare del suo passato in giallorosso. Kumbulla mantiene vivi i contatti con il club nonostante il prestito al Maiorca.
Il legame con la Roma
Nonostante l’esperienza in prestito al Mallorca, Marash Kumbulla continua a mantenere un legame molto forte con la Roma. Il difensore albanese, ancora di proprietà del club giallorosso, ha parlato del proprio rapporto con l’ambiente romanista nel corso di un’intervista rilasciata a Calciomercato.com. Ecco le sue parole:
Che personaggio è Josè Mourinho?“Molto simpatico quando si vince, tosto quando si perde. E’ stato lui a farmi capire alcune cose, spiegandomi dei dettagli tattici”.
Cioè?
“Qualche ‘furbizia’ che per un difensore può essere utile: fare fallo piuttosto che farsi superare, prendersi un’ammonizione quando serve”.
Ci racconti un aneddoto con lui?
“Poco prima dell’inizio della finale di Europa League con il Siviglia, per rincuorarmi dopo la rottura del crociato che non mi ha fatto giocare quella partita, Mourinho mi ha spiegato l’importanza del mio goal alla Real Sociedad nell’andata dei quarti: vincemmo 2-0 in casa, e fu un risultato importante perché andammo al ritorno in Spagna con il vantaggio di due reti”.
Per tutti è lo Special One, ma qual è il suo difetto?
“Se vogliamo chiamarlo ‘difetto’, è la sua sincerità nel rapportarsi. Quando si perde è dura stargli vicino, se non è aria si capisce dalla faccia: il giorno dopo una sconfitta quasi non ti saluta. In quei casi meglio non parlargli troppo”
Cosa vuol dire vincere la Conference League a Tirana, davanti alla tua gente?
“Credo che in generale sia stata l’emozione più forte vissuta da calciatore. Uno dei giorni più belli della mia vita: vincere con la Roma davanti alla mia gente, era un segno del destino che dovesse andare così”.
Il momento più bello di quel trionfo?
“Il giorno dopo, quando abbiamo festeggiato a Roma con tutti i tifosi facendo il giro della città in pullman. Non so se rivivrò mai un momento del genere in vita mia. Ricordo che per fare il percorso previsto ci abbiamo messo tutto il pomeriggio, eravamo sudati per il caldo e non riuscivamo più a stare lì; poi abbassavamo lo sguardo e vedevamo gente emozionata con le lacrime agli occhi. Quel giorno mi sono scattato una foto con il Colosseo sullo sfondo e tutta la gente attorno: è stato bellissimo”.
In questi mesi hai sentito qualche dirigente della Roma?
“Ogni settimana parlo con un dirigente che mi chiede come sta andando la mia esperienza a Maiorca, ma fa parte della normalità delle cose”.
Gasperini ha un gioco simile a Juric.
“Mi sarebbe piaciuto lavorare con Gasperini, che ho vissuto per circa un mese in ritiro; non c’è stata la possibilità di rimanere, ma ognuno fa le proprie scelte e va bene così”.