In settimana potrebbe esserci l’incontro decisivo per il rinnovo di Dybala. El Shaarawy invece saluta la Roma tra le lacrime.
Il Messaggero (G.Spalletta) – Che Joya rivedere questo Dybala. Il gioco di parole è dovuto, perché un Paulo così alla Roma è mancato troppo. Rispetto a Parma, nel derby la scintilla gli scatta nella ripresa. Giocate di classe, serpentine: magia pura. Per fermarlo i giocatori della Lazio sono costretti a fargli fallo. Gli manca solo il gol, che sfiora su punizione: a impedirglielo la manona dell’esordiente Furlanetto. Da lì nasce però il calcio d’angolo su cui farà l’assist del 2-0 per Mancini.
Al momento della sostituzione, i cori dello stadio sono solo per lui, che dopo il match ha regalato una battuta ai suoi tifosi: «Anche se non c’era il mio amico (Guendouzi, ndc) mi sono divertito lo stesso». Le sue giocate, le magie sotto gli occhi del suo agente, presente all’Olimpico. Dopo alcuni giorni passati a Madrid, Carlos Novel è tornato a Roma. Il 30 giugno si avvicina e la prossima potrebbe essere una settimana decisiva per il rinnovo.A Trigoria c’è Ryan Friedkin e per questo l’entourage dell’argentino si aspetta una chiamata. Sul piatto c’è un’offerta da 2 milioni di euro più alcuni bonus legati al rendimento. Sullo sfondo c’è il Boca Juniors. O meglio, Leo Paredes. Che è l’unico a spingere per riabbracciarlo, perché offerte dal club di Buenos Aires non sono arrivate. Ora però se lo tiene stretto Gasperini, che con lui continuerebbe a lavorare volentieri: «Il rinnovo è materia della prossima settimana, ma io sarei molto contento per lui», le parole dell’allenatore. Se per Dybala è ancora viva la possibilità di restare, diverso è il discorso per El Shaarawy.
Il derby è stata la sua ultima all’Olimpico dopo (quasi) dieci anni di Roma. Nonostante la società fosse disponibile a discutere un eventuale rinnovo, il classe 1992 – che in questa stagione si aspettava più spazio – ha deciso di cambiare aria per tornare protagonista, magari al Genoa dell’amico De Rossi. E così ieri Gasperini, oltre alla standing ovation da parte del pubblico, gli ha concesso tutto il secondo tempo. Quarantacinque minuti nei quali, in un’occasione, è andato vicino al gol. Sarebbe stato il finale più bello. Ma lo è stato comunque.
Al triplice fischio il Faraone, visibilmente emozionato, ha ricevuto il saluto di quella che per anni è stata la sua gente. «Roma sarà sempre casa tua. Grazie di tutto», lo striscione esposto dalla Curva Sud. «È un grandissimo orgoglio e una grandissima soddisfazione essere qui e ricevere questo saluto», ringrazia Stephan nell’intervista dopo il giro di campo. Le testimonianze di affetto e di gratitudine dei romanisti nei suoi confronti sono arrivate anche fuori dallo stadio, dove grandi e piccini gli hanno chiesto le ultime foto. Ora manca soltanto un tassello per rendere ancora più speciale l’epilogo: contribuire alla conquista della Champions.
Tra una settimana, contro il Verona, indosserà per l’ultima volta la maglia giallorossa: «Ci rimane una partita e non possiamo sbagliare. Ce la meritiamo», ha detto Stephan. Un’ultima missione per chiudere nel migliore dei modi un lungo percorso vissuto tra gioie – tra cui la vittoria della Conference League e il 3-0 contro il Barcellona – e delusioni, come la finale di Budapest. E lasciare la Capitale con un traguardo che renderebbe ancora più speciale la chiusura della sua lunga avventura in giallorosso.