La stagione di Ghilardi è stata fin qui altalenante, con segnali di ripresa e maggiore continuità da gennaio in poi. L’infortunio di Mancini è per lui un’occasione.
Il Messaggero (D.Aloisi) – La difesa della Roma non è più quella di inizio anno. Il fortino quasi invalicabile non c’è più e domani col Pisa non ci sarà neanche Mancini. Al suo posto è pronto Ghilardi. Una sorta di derby per lui che è nato a Lucca ed in Toscana è cresciuto anche calcisticamente con le maglie di Lucchese e Fiorentina. Sfida campanilistica a parte, è arrivato il momento di dimostrare il proprio valore.
Tra prestito oneroso e obbligo di riscatto già scattato la Roma ha versato nelle casse del Verona 10.2 milioni, ma fino a questo momento il rendimento è stato troppo altalenante. L’età è dalla sua parte ma nel calcio moderno o spacchi o vieni spaccato, per citare Gasperini. E la storia in giallorosso non è iniziata nel migliore dei modi. Prima la sfuriata del tecnico ripresa dalle telecamere durante l’amichevole di metà agosto col Neom poi l’utilizzo col contagocce di inizio stagione.Per iniziare una partita ufficiale dal primo minuto ha dovuto attendere il 27 novembre, data del match di Europa League contro il Midtjylland. Addirittura, in campionato l’esordio da titolare è arrivato direttamente nel 2026, il giorno dell’Epifania a Lecce. Prima di quella partita aveva collezionato solamente quattro presenze in diciotto partite per un totale di 39 minuti in campo. Tra cui i diciassette disastrosi di Cagliari nei quali è diventato il protagonista in negativo con l’errore decisivo in occasione del gol vittoria di Gaetano.
Le prime settimane del nuovo anno per Ghilardi erano state più che positive. Da Lecce a Napoli ben cinque gare da titolare su sette disponibili, un minutaggio che aveva rimandato a data da destinarsi un colloquio già programmato a Trigoria tra l’agente e Massara. Durante il mercato di riparazione il Torino aveva chiesto informazioni e la Roma si stava informando per Dragusin prima di cambiare i piani e concentrarsi totalmente sull’attacco.
Da marzo, però, è tornato nel dimenticatoio. Nell’undici iniziale solamente nella disastrosa trasferta di Como mentre a Pasqua nel secondo tempo di Milano ha contribuito al naufragio. Una serie di errori tra cui quello che stava per regalare il sesto gol a Pio Esposito. Serve un reset per ripartire subito. La Roma deve tornare a fare punti e l’appuntamento col Pisa all’Olimpico è uno di quelli da non sbagliare.
Il Como affronterà l’Inter mentre Atalanta e Juventus si sfideranno. Gasp si affiderà a Ghilardi per completare il pacchetto arretrato, difficile aspettarsi Ziolkowski. Il giovane polacco è diventato un vero e proprio oggetto misterioso. L’ultima presenza da titolare in Serie A risale alla trasferta di Lecce di gennaio e dall’Inghilterra arrivano voci su un possibile interessamento del Newcastle. A completare il terzetto ci penseranno Ndicka e Hermoso. C’è bisogno di rialzare il muro contro il terzo peggior attacco del campionato. Va bene che il calcio è strano, ma non sembra un lavoro impossibile.