Abbiamo incontrato Antonio Giuliani, celebre attore e comico, ma anche, come lui ama definirsi, grandissimo tifoso della Roma da molte generazioni. Attraverso poche semplici domande, ci ha fornito il suo punto di vista riguardo le ultime scelte della società e analizzato le difficoltà, maggiori rispetto al passato, che incontra un giovanissimo per entusiasmarsi a questa Roma. Il tutto è avvenuto in chiave comica, non poteva essere diversamente. La nostra chiacchierata è iniziata con una domanda atipica, eravamo curiosi di sapere chi, tra i giocatori della Roma, vedrebbe bene come sua spalla in uno dei suoi spettacoli.
Ci è venuto da pensare che forse abbiamo trovato l’unico contesto in cui Totti e l’attacco non combaciano. Per quanto riguarda invece le misteriose vicende dello sceicco Al Qaddumi, la veridicità di quanto afferma e l’effettività o meno delle sue disponibilità economiche, Giuliani non appare per niente incuriosito dalla notizia: “Noi viviamo a Roma, ne abbiamo sentite di cotte e di crude, ti pare che se troviamo uno sceicco lo prendiamo stereotipato e con i soldi?! Noi prendiamo quello che non c’ha na lira! Dice che aspetta l’eredità, si è unito a noi, è una vita che aspettiamo che qualcuno prenda in eredità questa squadra e ci restituisca le vittorie che merita e a cui siamo abituati”. A proposito delle aspettative e dell’amarezza per i risultati che non arrivano ormai da un po’, ci ha raccontato di come sia più complicato innamorarsi della Roma oggi, rispetto a quando ha avuto lui il colpo di fulmine.
Come tutti i papà, sta trasmettendo la sua enorme passione al figlio, un piccolino di quattro anni e mezzo, ma dopo che l’ha vista perdere tanto e spesso non è facile spiegargli che la Roma è forte davvero e che deve solo avere la pazienza che caratterizza il tifoso giallorosso. Ed infine la domanda d’obbligo: le prime impressioni su Andreazzoli e l’ipotetica posizione cui la Roma avrebbe potuto ambire con questo mister in panchina da inizio stagione. Giuliani vede in Andreazzoli soprattutto un abile psicologo, un’inversione di marcia così repentina non può essere che attribuita ad un lavoro sulla compattezza del gruppo, più che a qualità tecniche che indubbiamente ha: “ Con la frase noi siamo la Roma, ha caricato me sul divano di casa, immaginatevi i giocatori!”. Per il resto non ci ha detto quale sarebbe potuta essere la posizione della Magica, se fosse andato tutto in un altro modo, ci ha detto quale potrebbe essere l’effettivo obiettivo di questa squadra alla luce della classifica: “Siamo ancora in gioco per l’Europa League, la distanza è di quattro punti e abbiamo ancora gli scontri diretti”. Ha concluso poi con un tradizionale, ma sempre attuale: “Forza Roma!”.
Umberto Ruggeri