Un favorito netto. Tre alternative comprese nell’ormai famosa short list . E un sogno che definire affascinante è poco. Stiamo parlando della zona dove costruire il nuovo stadio della Roma che mai è stato così vicino alla prima pietra. Cioè nell’ordine: Tor di Valle; Aurelia, Tor Vergata, Bufalotta; via Ostiense, i dismessi mercati originali. La novità, per i lettori più attenti, è proprio quest’ultima, la possibilità che la Roma possa tornare alle sue radici, a un passo da Testaccio dove la la squadra giallorossa giocò poco dopo la sua nascita, per l’esattezza dal tre novembre del 1929 sino al 30 giugno del 1940, ultima partita contro il Livorno (vinta 2-1) completando uno score straordinario fatto di 103 vittorie, 32 pareggi e 26 sconfitte. Anche il tifoso romanista più giovane sa cosa significhi campo Testaccio nell’immaginario giallorosso, (…)
CERTEZZA E’ quella che stavolta lo stadio si farà. E che, oggi come oggi, c’è comunque un’area notevolmente favorita come sito per la costruzione dell’impianto romanista. E’ quella di Tor di Valle che è la preferita soprattutto da parte delle istituzioni comunali, sindaco Alemanno in testa. (…) Un’ulteriore conferma è arrivata, questa volta dai microfoni di Radio Ies , da parte di Alessandro Cochi, l’assessore alle politiche sportive della capitale: «Con la Roma non neghiamo che ci siano stati importanti incontri e che è pronta la short list delle tre-quattro aree tra le quali verrà scelta l’area per il nuovo stadio della Roma. Noi consigliamo che sorga dove c’è molta mobilità per quanto riguarda ferrovie, metropolitane e aree parcheggi. Pensando a Massimina, per esempio, si va fuoristrada. Da cittadino io consiglierei Tor di Valle». Appunto, l’area favorita.
Corriere dello Sport – Piero Torri