L’amichevole di questa sera contro la Russia sarà l’unico test a disposizione per la Nazionale prima dell’Europeo. Il terremoto in Emilia e quello del calcioscommesse hanno condizionato il lavoro degli azzurri, diffondendo un clima di tensione generale. Nonostante ciò Cesare Prandelli non è preoccupato e tranquillizza tutti: «Ho visto i ragazzi lavorare bene e con intensità. In questo periodo di ritiro ho trovato la massima disponibilità da parte dello staff e dei giocatori». Il tecnico ha una sua precisa idea di gioco e ha fatto scelte mirate in base alle caratteristiche dei giocatori a disposizione, ecco perché Borini è dentro, Destro fuori:«Ho scelto Borini perché può adattarsi meglio al ruolo di esterno. In amichevole vorrei vedere le tre punte, magari cambieremo nel secondo tempo».
Questo l’undici che scenderà in campo a Zurigo: Buffon; Maggio, Barzagli, Bonucci, Balzaretti; Montolivo, Pirlo, Marchisio, De Rossi; Balotelli, Cassano. Pronti a entrare nella ripresa Borini, Ogbonna, Chiellini, Motta, Abate, Di Natale, Sirigu, Giaccherini, De Sanctis, Giovinco, Diamanti, Nocerino. La priorità di Prandelli è il gioco e su chi non ha fiducia nell’attacco formato ridotto, il tecnico precisa che l’ altezza non è un problema: «L’idea è quella di provare sempre a cercare il gioco, che non vuol dire palleggio sterile. Poi potremmo andare in difficoltà, visto che siamo la squadra più bassa e più leggera dell’Europeo in avanti. Dovremmo essere bravi a riconquistare la palla. Ma le scelte tecniche non hanno tenuto conto dell’altezza o del peso, prescindono da quello».
L’attacco italiano può contare anche sulla qualità, due i nomi, Cassano e Balotelli: «Sono entrambi molto complici e motivati, Antonio rispetto al passato è anche disponibile con la stampa. Ma aspettiamo a dirlo». Prandelli è sereno, i giocatori hanno lavorato bene e hanno voglia di giocare. Il tecnico azzurro però non può esimersi dal commentare il brutto periodo che, ancora una volta, sta affrontando il nostro calcio: «Mi sento in imbarazzo a difendere 40-50 sfigatelli che scommettono, così come eventuali “presunti tifosi al seguito” nel caso di buu razzisti a Balotelli. Scenderemmo tutti in campo dalla panchina, faremmo qualcosa per Mario, nel caso. Quando giocavo io, se perdevo mi vergognavo, anche con i tifosi, non uscivo di casa per un paio di giorni. E allora adesso mi indigno a vedere e sentire certe cose».
Il Romanista – I. De Lillo