
La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – «I belong to Jesus». Chissà quante volte lo avrà pensato in questi sei mesi e oltre di fatica, sudore e sofferenza, lui che crede profondamente in Gesù e trova nella fede (evangelica) una delle sue chiavi di vita. E chissà quante altre volte avrà pensato proprio a questo momento, a quello che vivrà questo pomeriggio, quando tornerà finalmente a giocare una partita dal via, contro il Torino. Già, perché se quei 15 minuti finali (più recupero) di Roma-Spal gli hanno restituito l’anima, oggi Emerson ritroverà anche il cuore. Quello che ci ha sempre messo in ogni occasione, fino a quel maledetto 28 maggio scorso in cui il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro ha fatto crac. Quello stesso cuore che ha messo anche quando tutto sembrava andar male e qualcuno pensava non potesse affacciarsi mai al grande calcio. O quando, per esempio, ha deciso di scegliere quella nazionale italiana (in virtù del suo antenato Alfonso Palmieri, nativo di Rossano) dove sarebbe sbarcato se non si fosse fatto male. Da oggi quel filo viene riannodato e per Emerson parte una nuova storia. Forse, per alcuni versi, anche più bella di prima.
TRA FAMIGLIA E MERCATO – Del resto, poi, le tappe fondamentali sono state tante. Il supporto della fidanzata, Isadora, e quello di mamma Eliana, venuta appositamente dal Brasile per stargli vicino nei primi mesi di stop. Ma anche quello di papà Reginaldo, che gli è stato vicino nei primi passi della riabilitazione, svolti in Brasile con i fisioterapisti del Santos (squadra dove è cresciuto e dove fino a 14 anni giocava a futsal). Adesso, però, tutto è alle spalle e anche le big europee sono lì, pronte a rimettere gli occhi addosso ad uno dei terzini sinistri più interessanti d’Europa. Prima dell’infortunio la Roma rifiutò un’offerta del Liverpool di 20 milioni, valutandolo dai 30 in su. Chiaro, però, che Emerson sia uno dei pezzi pregiati per il mercato di giugno, anche in virtù del fatto che è costato appena 2 milioni. Alla Juventus piace da morire e Paratici ha avuto giù modo di parlarne con chi di dovere. Difficile, però, forse anche difficilissimo che l’affare si possa concretizzare a gennaio, anche perché la Roma non ha intenzione di vendere ora un proprio giocatore ad una concorrente diretta. Molto più semplice, invece, che ci si metta eventualmente a tavolino a giugno. Con la Juve o con qualcun altro, soprattutto poi se Kolarov continuerà ad avere questo rendimento qui. Per ora, però, basta che Emerson sia tornato davvero. Il resto si vedrà.