
Per il dopo-Allegri, il nome più importante è quello di Luciano Spalletti (la Roma andrebbe su Gasperini o Di Francesco), antica passione di Beppe Marotta e numero uno nelle preferenze, ma la Juve osserva anche il portoghese Leonardo Jardim, alla terza stagione al Monaco. Tra Spagna e Inghilterra i movimenti sono numerosi. È certo l’addio di Luis Enrique al Barcellona; per il sostituto in pole c’è Ernesto Valverde ora all’Athletic Bilbao, o Mauricio Pochettino, che dopo tre stagioni eccellenti al Tottenham ha un sacco di estimatori in giro per l’Europa, comprese le altre due londinesi Chelsea e Arsenal, se decidessero di mollare la pista dei tecnici italiani (a quel punto il Tottenham penserebbe proprio a Mancini, che così mollerebbe i balli televisivi). Occhio alla mina vagante chiamata Diego Simeone, per niente sicuro di rimanere all’Atletico Madrid: l’Inter ha già pensato a lui attraverso Javier Zanetti (se saltasse Conte) ma anche in Inghilterra molti pensano a lui, compreso il Manchester City, che è appeso alle lune e ai dubbi di Guardiola. Pep ha già manifestato la volontà di mollare in un futuro non lontanissimo, e se la stagione finisse male potrebbe anticipare l’addio. Legati ai risultati sono anche Zinedine Zidane al Real (Florentino Perez è impaziente per definizione e se non vince grandi trofei si innervosisce) e Unay Emery al Psg, che però dopo l’impresa sul Barcellona nell’andata degli ottavi di Champions è più sereno. Solo due grandi allenatori sembrano non partecipare al gran ballo: Mourinho al Manchester United e Carlo Ancelotti al Bayern Monaco. E nemmeno hanno ricevuto uno straccio di invito da Milly Carlucci, a quanto si apprende. Sopravviveranno.