La Roma fa quadrato e si concentra sulla prossima partita. E stavolta non è difficile provare a recuperare energie fisiche e, soprattutto, mentali. Perché domenica prossima c’è il derby, basta la parola. E allora bando alle polemiche e tutti uniti, per un obiettivo che sarebbe stato importante di per sé – e la sfida con la Lazio lo è – ma che dopo la sonora sconfitta di Bergamo, assume contorni ancora più pesanti: per i giallorossi infatti, significa ultimo treno in direzione alta classifica; un altro ko, neanche a dirlo, vorrebbe dire addio a qualsiasi sogno di gloria e contestuale arrivo in un punto molto delicato del nuovo percorso, dal quale poi ripartire sarebbe davvero dura. E’ lo stesso De Rossi, al centro del caso dell’ultima giornata, a tentare di ricompattare l’ambiente dal ritiro della Nazionale. (…)
CARICA – Come da programma intanto, si avvicina il derby e i giocatori cominciano a sentirne l’aria. E mentre Perrotta ha ricevuto in Campidoglio il premio “Andrea Fortunato”, Taddei, presente al congresso “Giovani e lo Sport” ha dato la carica: «I tifosi possono stare tranquilli perché già stiamo pensando alla partita, importantissima, con la Lazio. Ognuno sa quanto può dare e gli errori che ha commesso, tutti devono, dare il massimo per non ripeterli. Vogliamo i tre punti, dovremo metterci la cattiveria che è mancata a Bergamo. Il terzo posto? Ci puntiamo ancora perché l’obiettivo deve sempre essere il più alto possibile» . Burdisso invece, alle rese con il recupero dopo l’operazione al ginocchio, ha tranquillizzato tutti: «Non servirà un altro intervento, spero di aggregarmi alla squadra nel prossimo ritiro. Sono contento, sto recuperando bene. Grazie a tutti coloro che mi hanno manifestato sostegno, tra cui Mourinho, Carlos Bianchi, Ranieri e Conte. Poi la mia famiglia e l’amico fisioterapista Cotti. La nuova idea della Roma è forte e seria, i tifosi sono più maturi. Bisognava cambiare da anni, ora siamo sulla buona strada, anche grazie a Luis Enrique, un tecnico che ci ha conquistato, impossibile non seguirlo».
Corriere dello Sport – Alberto Ghiacci