Va bene che, come diceva Eduardo De Filippo, gli esami non finiscono mai, ma qui la faccenda è un pochino differente. Sempre di esami si tratta, ma gli esaminandi sanno già chi sono, quante verifiche dovranno sostenere, quando finiranno, le date delle prove, le materie da portare, i nomi dei professori e cosa c’è in palio. “Questa non è un’annata transitoria o interlocutoria”, ha detto, un po’ come avrebbe fatto un preside alla sua scolaresca, Walter Sabatini lanciando un messaggio alla squadra. Il finale di stagione, a prescindere (ma forse neanche tanto) che si concluda con una Roma in Champions Lague, in Europa League o da nessuna parte, sarà fatto soprattutto di esami: uno dopo l’altro, quindici in tutto.
E soprattutto c’è chi, come Bojan, José Angel e Kjaer, deve rimediare alle insufficienze dei mesi scorsi e guadagnarsi la promozione nel rush finale. Obiettivo, per il momento, molto complicato per il danese e più semplice per i due spagnoli. Ma per motivi differenti: per Bojan c’è una formula, così come un Barça che per ora non pensa al riscatto, che può allungare il periodo d’esame per un altro anno, mentre per Josè Angel c’è la carta d’identità. La Roma del futuro, però, la farà anche il mercato. “Stiamo seguendo dei giocatori di alto profilo”, ha assicurato Sabatini. Isla potrebbe essere uno di questi. “La Roma? Magari. Non mi dispiacerebbe prendere il posto del mio amico Pizarro”, ha detto ieri il cileno, valutato 15 milioni dall’Udinese. Tra gli altri potrebbero esserci Lovren del Lione, Tomic del Partizan (“giocherà in Italia”, ha detto il procuratore), Jankovic della Stella Rossa, Danilo dell’Udinese, Aogo dell’Amburgo, Koke dell’Atletico Madrid e i soliti Casemiro e Romulo. Prima, però, ci sono gli esami.
Il Tempo – Matteo De Santis